Ora di pranzo.
Bubi è a tavola con un amico.
Suona il cellulare: una telefonata in arrivo.
Una voce di donna giovane chiede a Bubi: "Don, sei a casa? Posso venire a trovarti?"
"Sappi che non ho soldi. Se vieni per avere dei soldi, non li ho".
La ragazza arriva dopo un po'...a chiedere i soldi.
Si scusa con l'amico d Bubi per averli disturbati a pranzo (come se non lo sapesse...)
In un modo o nell'altro riesce a ottenere 20 euro da Bubi, la furbetta.
E' l'offerta della Messa celebrata il giorno prima
Sa bene che Bubi non sa dire di no e se ne approfitta.
L'amico chiede spiegazioni: "Ti fai prendere in giro così?"
"Io vorrei essere come S. Urbano" interloquisce per tutta risposta Bubi
"Chi è questo santo?"
"Non lo conosci? E' il patrono dei viticoltori. Si narrra che andasse a chiedere la carità e che fosse molto goloso di uva. I contadini gliene davano qualche grappolo e un giorno gli regalarono una vite.
Contentissimo, Urbano la pianta, col permesso dell'abate e si dedica a curarla. Giunta la vendemmia, la sua vite aveva prodotto un grappolo e Urbano già ne pregustava la bontà. Raccoglie un pezzo di pane e sta per mangiarla, quando un povero arriva nel convento.
"Avete da mangiare? Ho fame"
"Vado a vedere in dispensa" risponde Urbano, ma la trova vuota.
Il povero vede il grappolo d'uva e " Potreste darmi quello?"
Urbano lo guarda, "proprio quello", pensa, poi gliela consegna senza lamentarsi.
Ilpovero se ne va grato
Affamato, Urbano si addormenta sulla panchina. Un po' di vento lo risveglia dopo qualche tempo. Sbadiglia, si alza e guarda...la sua vite è ora interamente coperta di grappoli d'uva!"
"Ecco, io vorrei essere come S. Urbano", ripete Bubi all'amico, che tace, in silenzio...
lunedì 31 dicembre 2018
La furbetta e S. Urbano
Ubicazione:
47822 Sant'Ermete RN, Italia
mercoledì 20 dicembre 2017
Ritorno a Lampedusa
Che cosa porta un pescatore di Lampedusa a lasciare la sua isola in mezzo al mare, quel mare bello profondo africano, per venire in terraferma, in un mare basso, al Nord, a lasciare il caldo per il freddo, a quasi mille chilometri di distanza e una volta e mezzo di più se percorsi via terra?
Forse spera di trovare pesce, mercato, di mettere su casa e farsi una vita.
Chissà cosa si muove nel cuore di un uomo?
Fra gente straniera, che magari non lo accetta e lo sente estraneo?
Gianluca è un uomo bello, giovane, coraggioso, tenace, deciso e lavoratore, molto stimato fra i suoi compagni di lavoro.
Gianluca ama; la sua donna lo stima e lo ricambia.
Perché tutto questo deve finire? Perché un giovane deve morire?
Bubi è un prete di campagna. e un prete di città.
Un amico gli parla di Gianluca.
Un ragazzo sta male. Il cancro non perdona. La paura si fa avanti.
I medici tentano, si danno da fare; ma chiunque di noi è solo davanti al male.
Due viaggi di prima mattina lontani.
Due visite a chi è solo e trema davanti al passo che aspetta tutti.
Il passo è nostro, ma qualcuno ci può stare vicino.
Chissà perché Dio va a prendere i suoi figli anche sulla riva del mare.
Una vita lontani e Lui aspetta, non teme, non trema.
Sicuro e certo, ci aspetta, anche sulla linea sottile che separa la terra dal mare, dove l'acqua avanza e si ritira con ritmo eterno.
Bubi va di corsa. Lascia tutto e inforca l'auto.
Manca il respiro; queste crisi, non fanno presagire nulla di buono.
E' notte, ma va. L'ospedale è lontano, ma non esita.
Gli fa compagnia, lo benedice e lo consola.
Gianluca tornerà a Lampedusa.
"Domani torno a trovarti, coraggio!"
L'alba del giorno dopo li vede ancora una volta, sul tavolo freddo, coperto da un lenzuolo, che la gentile concessione degli addetti gli ha mostrato, quando tutto è chiuso e non può entrare nessuno.
Un prete sì. Un prete può.
Un filo di barba e due baffetti incorniciano un volto sorridente e sereno.
Gianluca è tornato, in pace con tutti.
Nella chiesa del cimitero la sua gente, i suoi pescatori, gli fanno corona.
Dolore e certezza.
Fuori nevica, la prima timida neve imbianca la spiaggia.
Le onde lambiscono quella sottile striscia di terra dove Gianluca è stato atteso e accolto per sempre.
Com'è prezioso un prete!
mercoledì 15 novembre 2017
L'olandese Johannes
Fresco fresco questo "fioretto" di Bubi porta la data di un giorno freddo, piovoso col mare in burrasca e le onde schiumeggianti.
Fine delle lezioni. Due ragazzi e tre ragazze, un professore e Bubi si preparano per partire verso S. Agata Feltria. Li aspettano altri professori ed i ragazzi delle terze medie, per qualche giorno di convivenza.
Mentre tutti cercano qualcosa da mangiare al bar, Bubi aspetta nella hall della scuola. Saluti, battute e domande con ragazzini e amici.
Invita una professoressa ormai in pensione ad una cena per sostenere studenti bisognosi.
Sbuca, non si sa bene come e da dove, un allampanato sorridente pizzuto altissimo ragazzo con un basco a visiera in testa e chiede qualcosa in inglese.
Tutti, professoressa amica compresa, capiscono che cerca soldi.
Solo Bubi non capisce.
Tutti, c'è chi finge di non capire, c'è chi ha capito e pensa in cuor suo "l'ennesimo truffatore"...
Bubi chiama la prof d'inglese che sta avviandosi verso casa e la prega di parlare col ragazzo.
"La sua carta di credito non funziona, non ha soldi nemmeno per mangiare...e chiede 5 euro. Domani li porterà, se ce la farà, non sa..."
Bubi prende i soldi e glieli da.
"Come ti chiami? Were are you from?"
"Johannes" e snocciola un cognome incomprensibile.
"Johannes, Holland".
"Bubi. Piacere. Ciao Johannes" e si salutano stringendosi la mano...
"Ti restituirà i soldi all'entrata del Paradiso" gli dice un amico.
"...ma il mio fiore all'occhiello è quello di Napoli..." risponde.
Molti anni fa, diciamo quando ancora Bubi era un semplice seminarista, fuori di casa sua, vicino allo Stadio di Rimini, un ragazzo lo interpellò dicendo: "Mi presti la bicicletta?"
"Dove devi andare?"
"A Napoli"
"Me la riporti?"
"Sicuro"
Basta. L'ha promesso.
Gliela diede.
Una bella Bianchi sport di proprietà dell'amico Stefano, ora prete anche lui, dal 1976. Furono gli ultimi preti ordinati dal santo vescovo Mons. Biancheri.
Fra i quattro amici seminaristi tutto era in comune.
Sicuramente all'entrata del Paradiso la ritroverà. Ogni promessa è debito.
Scemo? Ingenuo? Citrullo?
O un santo lieto?
Fine delle lezioni. Due ragazzi e tre ragazze, un professore e Bubi si preparano per partire verso S. Agata Feltria. Li aspettano altri professori ed i ragazzi delle terze medie, per qualche giorno di convivenza.
Mentre tutti cercano qualcosa da mangiare al bar, Bubi aspetta nella hall della scuola. Saluti, battute e domande con ragazzini e amici.
Invita una professoressa ormai in pensione ad una cena per sostenere studenti bisognosi.
Sbuca, non si sa bene come e da dove, un allampanato sorridente pizzuto altissimo ragazzo con un basco a visiera in testa e chiede qualcosa in inglese.
Tutti, professoressa amica compresa, capiscono che cerca soldi.
Solo Bubi non capisce.
Tutti, c'è chi finge di non capire, c'è chi ha capito e pensa in cuor suo "l'ennesimo truffatore"...
Bubi chiama la prof d'inglese che sta avviandosi verso casa e la prega di parlare col ragazzo.
"La sua carta di credito non funziona, non ha soldi nemmeno per mangiare...e chiede 5 euro. Domani li porterà, se ce la farà, non sa..."
Bubi prende i soldi e glieli da.
"Come ti chiami? Were are you from?"
"Johannes" e snocciola un cognome incomprensibile.
"Johannes, Holland".
"Bubi. Piacere. Ciao Johannes" e si salutano stringendosi la mano...
"Ti restituirà i soldi all'entrata del Paradiso" gli dice un amico.
"...ma il mio fiore all'occhiello è quello di Napoli..." risponde.
Molti anni fa, diciamo quando ancora Bubi era un semplice seminarista, fuori di casa sua, vicino allo Stadio di Rimini, un ragazzo lo interpellò dicendo: "Mi presti la bicicletta?"
"Dove devi andare?"
"A Napoli"
"Me la riporti?"
"Sicuro"
Basta. L'ha promesso.
Gliela diede.
Una bella Bianchi sport di proprietà dell'amico Stefano, ora prete anche lui, dal 1976. Furono gli ultimi preti ordinati dal santo vescovo Mons. Biancheri.
Fra i quattro amici seminaristi tutto era in comune.
Sicuramente all'entrata del Paradiso la ritroverà. Ogni promessa è debito.
Scemo? Ingenuo? Citrullo?
O un santo lieto?
mercoledì 6 settembre 2017
Omelia per Mimmo
Il testo che segue è l'omelia pronunciata da Bubi durante la Messa per le esequie di Mimmo (Dr. Guglielmo Zanotti), un carissimo amico, molto conosciuto a Rimini.
Omelia 5/9/2017
Per il funerale
di Mimmo Zanotti
Oggi è la festa
liturgica di Madre Teresa.
Carissimi, sono qui con
voi, con i confratelli sacerdoti, nell’abbraccio a Simone, Lucia, Francesca,
Andrea, ai loro figli Pietro, Davide, Giuditta Rebecca, Martina, Iacopo, Mario,
alle sorelle di Mimmo Renata, Mariangela, Giannina, al fratello Bruno, con i
rispettivi mariti, moglie e tutti gli altri parenti e tutti, per celebrare la
S. Messa e dare l’addio a Mimmo nella certezza di riabbracciarlo un giorno con
tutti coloro che ci hanno preceduto in Paradiso.
Quanti siamo, quanti
amici! Già la vostra presenza parla di Mimmo; siamo tutti segnati dal rapporto
con lui.
Mimmo nella sua vita è
stato un vulcano di umanità inarrestabile, incontenibile, inarrivabile, pieno
di vita, come dice la Lucia. Da giovane, un giovane magari come tutti gli
altri, ma giovane-giovane: gli piaceva suonare, cantare, era nella banda di
Santarcangelo, andava in bicicletta…a Parigi in tre senza un soldo,
all’avventura (come a dire che la realtà ti è amica, non è contro di te), la
scoperta, la conquista. Mario, suo nipote di 10 anni, il Natale scorso ha
scritto per il nonno Mimmo una lettera di auguri e gli confidava che la cosa
che lo aveva colpito di più di suo nonno era stato il viaggio in bicicletta
fino a Parigi, 1200 km all’andata e 1200 al ritorno. Che forte!
Ha studiato, è diventato
medico (puntava in alto, non si accontentava)
Era una fattore di
amicizia, di aiuto, una marea di amici.
Certo. È stato educato a
questa umanità dalla sua famiglia cristiana, il padre con una piccola impresa,
la madre, Martina, infermiera, le sorelle e il fratello; è cresciuto
nell’esperienza cristiana dei Boy Scout con Mons. Sergio Matteini.
La Lella si è innamorata
di un ragazzo così e lui, con la sua simpatia e la sua tenacia l’ha
conquistata…anche lei un bel tipo. Si sono sposati nella chiesa di S. Chiara
nel 1962 e sono nate Paola, Carla e Simone
Mimmo è approdato
all’Ospedale di Rimini, era anestesista e Lella insegnava matematica. Una
famiglia felice. Una sua amica disse che non aveva mai creduto al paradiso
terrestre fino a quando non aveva conosciuto la sua famiglia. Si erano
stabiliti a Rimini e abitavano in Via Dei Cavalieri.
Che bellezza!
Io non li conoscevo e
sono entrati nella mia vita grazie a don Giancarlo e al fatto drammatico della
morte in pochi minuti di Paola e Carla; ce la ricordiamo quella domenica
pomeriggio del 27 giugno 1972. Mi ricordo la breve predica di don Giancarlo al
funerale: “Dovevate vedere come erano belle Paola e Carla. Amen Amen.” Non si
muove foglia che Dio non voglia.
Che mistero il disegno
del Signore. Come dice la prima lettura: “In cambio di una breve pena
riceveranno grandi benefici perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di
sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto”
(Sapienza 3, 5-6)
Schiantati, stesi con un
bisogno di fiato, non appena questo, ma cos’è l’eternità, un bisogno
incolmabile, struggente. Le amiche dicevano alla Lella: “Lella, hai
quell’altro” e lei:” Chi mi garantisce che domani ci sia ancora?”
Che dolore!
Anche noi seminaristi
eravamo lì, ci siamo stretti nel loro dolore.
In situazione come
questa o bestemmi o gridi.
“Non avevo più niente –
diceva la Lella – è allora che ho dovuto chiedere, gridare, cercare di capire
ora dopo ora”.
La risposta è arrivata
dal carisma del Movimento. Una mattina, in una telefonata, Giussani le disse:
“Ricordati che appena metti i piedi giù dal letto, c’è uno che ama tutti i tuoi
figli più di quanto riuscirai ad immaginare”.
Che dolore, ma che
grandezza!
Come Lazzaro: Cristo che
resuscita, la sua presenza che si fa compagnia. “Non temere. Io resuscito le
tue creature, resuscito te e tuo marito. Coraggio, io ho vinto il male e la
morte”.
Un respiro nuovo, nel
nesso con la Sua presenza. Non magicamente, ma realmente la Lella ha cominciato
ad alzarsi dal divano, un respiro nuovo, una speranza nuova, un flusso di vita
nuova che rifiorisce, che investe la loro vita e tanti amici.
La nascita della Lucia,
l’ospitalità della loro casa. Mimmo, grande Mimmo, ha accettato che la loro
casa diventasse un porto di mare, non solo…al piano terra aveva previsto
l’ambulatorio e in quelle stanze ha ospitato la mamma Maddalena e don Giancarlo…e
quel campanello che suonava, in barba alla privacy, e suonava e un sacco di
amici, gli amici del Destino.
C’ero anch’io, in quel
tempo ero a Gemmano e durante una conversazione al bar, eravamo in tanti quella
sera, mi chiesero: “Ma Don, cos’è per Lei il senso della vita?” “So dove andare
a suonare il campanello!”
La Lella prese in mano
le scuole della Karis e la sua casa invasa da incontri, le maestre, i colleghi,
chi voleva parlare… tutto il giorno così e Mimmo…quando c’era bisogno.
Vi confido un fatto
personale, il 13 giugno 1984, compleanno di Mimmo e di mia mamma, io ero
parroco a Montegiardino. Quella notte mi svegliò una telefonata di mio fratello
Massimo; mi disse che mio fratello Luigi di 24 anni, tornando dal lavoro, aveva
avuto un gravissimo incidente. Erano le 2,30 di notte. Io ho chiamato Mimmo e
l’’ho svegliato e velocemente sono andato al Pronto Soccorso. Mimmo era già lì
e mi confortava vicino al mio fratello esanime.
Noi si andava da Mimmo.
“Sei andato da Mimmo?” e lui era sempre disponibile di qua di là, di su di giù…il
medico del Meeting, Mimmo ai campeggi con i bambini, quando si facevano male
all’asilo; ma in particolare con gli handicappati, i bisognosi, le personalità…
Per dire, quando nel 1982 il Papa venne a Rimini e al Meeting lo accompagnava
come medico ecc. ecc., accompagnava Vittorio Tadei per il mondo a inaugurare
opere di beneficenza, in Iraq a operare i feriti della Prima Guerra del Golfo,
medico della Rimini Calcio e non solo, i grandi amici Dino Cappelli, Bagnoli,
Sacchi e tantissimi altri, sono qui fra noi anche Santarini e Ricchiuti.
E i figli che
crescevano, diventavano grandi. Don Giancarlo diceva “Mimmo e la Lella hanno
tirato su dei figli liberi.
Poi il tempo ultimo
della malattia, amorevolmente accudito dalla sua famiglia e da Jessy.
Il Signore l’ha
purificato sino in fondo, lo ha preparato per il traguardo finale.
Ora Mimmo è con sua
moglie e le sue figlie e ci viene incontro come se volesse continuare a
curarci.
“Vuoi stare bene? Vuoi
davvero stare bene? Da subito? Te lo dico io, c’è il medico celeste, c’è Gesù,
il Risorto, colui che ha detto a Lazzaro: ‘Vieni fuori’, Colui che ha salvato
me, la mia Lella, le mie bambine e anche te già da questa vita. Lui risponde da
Dio a tutta l’attesa del vostro cuore, è un desiderio infinito di bellezza e
felicità intera, eternamente, con una promessa così: ‘Io ti do il centuplo
quaggiù e la vita eterna’. State attaccati a Gesù, ai suoi amici e ai miei.
Ciao”
mercoledì 26 luglio 2017
Quiz - Un rattoppo stradale
Questa mattina Bubi ed un amico sono andati a casa di una loro amica.
Scesi dall'auto l'amico ha fatto notare a Bubi che stavano mettendo l'asfalto nuovo su alcuni rattoppi esistenti, dovuti a lavori di fognature.
"Mettere asfalto su un rattoppo non serve a nulla invece di asfaltare completamente la strada: è come mettere una pezza su un'altra pezza"
Bubi guarda e si rivolge cordialmente agli operai: "Buon lavoro!"
"Grazie" rispondono all'unisono sorridendo.
"Grazie" rispondono all'unisono sorridendo.
Chi ha guardato meglio?
sabato 8 luglio 2017
Un bambino val bene una Messa
Qui non sono raccolte fantasie, ma fatti veri, a mo' di "fioretti", come quelli famosissimi di San Francesco. Premessa necessaria al racconto di un avvenimento degno dell'apertura di una causa di beatificazione, ancorché sia prerogativa del Vescovo riconoscerlo come tale.
La cosa riguarda Bubi "di sbieco", non essendo lui il protagonista, ma essendo stato chiamato a farne parte in un certo modo.
Una ragazza, amica di un prete morto appena un anno fa, diventata grande, si era unita in convivenza con un giovane. I due, per quanto desiderassero ardentemente avere figli, non erano mai riusciti ad averne. Dopo nove anni, consigliati dal prete amico di sposarsi in chiesa, avevano accettato di farlo. Il sacerdote, già malato di tumore, li aveva sposati poco prima di morire.
La ragazza, per gratitudine e famigliarità, andava ogni domenica al cimitero a pregare sulla tomba di lui e gli chiedeva la grazia di poter finalmente avere un bambino.
Il bambino è nato.
Il giorno di San Giuseppe.
Il nome del sacerdote amico? Don Giuseppe Maioli
Bubi lo battezzerà il 3 settembre.
Etichette:
Bambino,
Giuseppe Maioli,
Grazia
Ubicazione:
47822 Sant'Ermete RN, Italia
martedì 30 maggio 2017
Pronto?! Ho bisogno di un sacerdote
"Pronto. C'è un sacerdote? Ho bisogno di un sacerdote"
"No, Signora, non c'è. Ha molto impegni, due parrocchie, la scuola, i ragazzi, le famiglie"
"Lei è un sacerdote?"
"No, non sono un sacerdote".
"Quando torna? Quando posso trovarlo?"
"Sinceramente, Signora, non glielo so dire. Magari se lo chiama poco prima della Messa, verso le 19".
"Grazie. Riproverò"
Ore 20,30
"Pronto, E' arrivato il sacerdote?"
"E' andato via pochi minuti fa. Un incontro con altri sacerdoti... Le avevo detto di chiamare prima delle 19."
"Lei è un sacerdote?"
"Non lo sono, Signora"
"Ho bisogno di un sacerdote"
"Appena torna glielo dico. Lei abita qui a S. Ermete?"
"No, sono di Cattolica. Ho bisogno di un sacerdote. Lei non è un sacerdote?"
"Ma a Cattolica ci sono tanti sacerdoti. Questa parrocchia è lontana"
"Uhm. Mi hanno dato questo numero. Provo a richiamarlo ancora"
"Aspetti, Signora, Le do il suo cellulare. Magari può parlare direttamente con il parroco; ma abbia pazienza, ha molto da fare."
Preso nota del cellulare, la signora gentilmente ringrazia, mentre il ragazzo che abita nella casa-famiglia con il parroco comincia a pensare ad una signora con qualche problema psichico o senile.
Ore 11 del giorno successivo.
Il ragazzo riceve una telefonata da Bubi stesso.
"Oggi non possiamo mangiare insieme e non posso venire a casa con te. Finita la scuola mangio qualcosa dalla cuoca e vado a Cattolica.
Devo confessare una signora".
S. Ermete - Cattolica sono quasi 30 Km; il doppio per andare e tornare.
Non si può proprio dire che Bubi sia un prete a cottimo o un "dipendente pubblico"...
Etichette:
Cattolica,
S. Ermete,
Sacerdote Confessione
Ubicazione:
47822 Sant'Ermete RN, Italia
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