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giovedì 23 giugno 2022

La Provvidenza provvede

Don Stefano (Bubi) ha appena ricevuto una telefonata da una signora di Gorizia.

"Seguo la Messa che Lei celebra il sabato sera. Vorrei fare un'offerta alla sua parrocchia. Può mandarmi l'IBAN della banca? Ho consigliato anche un'amica di Berlino di seguire la sua Messa".

Il buon Michele, il factotum della Parrocchia di San Martino dei Mulini, provvede a trasmettere in diretta su Internet tutte le celebrazioni liturgiche a favore delle vecchiette che non si possono muovere di casa e la Rete, come tutti sanno, non si sa fin dove arriva...

La Provvidenza cerca sempre un modo per ripianare i conti di un parroco che "spreca" i suoi soldi con questuanti vari, l'ultimo dei quali, uno zingaro, sempre disoccupato, viaggia con auto di una certa cilindrata e promette solennemente ogni volta di non farsi più rivedere: oggi aveva bisogno di una bombola e con arte sopraffina - chissà se sono laureati in psicologia - ha scucito qualche soldo a Bubi ancora una volta, soldi rigorosamente messi di tasca propria dal tapino, non dalla Parrocchia.

L'amico scettico però pensa: "Chissà se è una truffa, l'ennesima e la fama di Bubi ha raggiunto i confini italiani e la Mitteleuropa?!"

Glielo dice e Bubi commenta: "Ah di'..." uscendo di casa sereno come sempre.

Intanto la Provvidenza, imperturbabile, continua - chissà perché - a provvedere... e ne trae giovamento anche l'amico...




sabato 2 aprile 2022

Sabato sera

Sabato sera.
Ore 20,10. La Messa prefestiva è finita da un pezzo.  La cucina è vuota, la tavola non è apparecchiata. La cena: qualcosa nel frigo. Arriva una telefonata. 
Una donna si lamenta: "Ti aspettavo. Alla fermata. Mi avevi detto alle 7. Ti ho chiamato. Alle 7 meno 10". 
"Dove sei? 
"Avevo il cellulare spento per la Messa. Mangio qualcosa e vengo".
La donna piange: "Mio figlio non mi guarda. E' nato il nipotino e non posso vederlo". Straniera, cacciata da una casa pericolante, vive sul marciapiede di una piazza conosciuta, in un angolo, sul lato di una scuola. 
"Mangio qualcosa e vengo".
La donna piange, perde sangue da tempo: "Ho un cancro. Me ne frego, forse muoio. Ho gli esami venerdì. Mio figlio se ne frega".
"Ti porto una pizza. Cosa vuoi?"
"Quando arrivi è fredda. Una coi funghi"
"La compro in città. Vengo subito. Vengo adesso".

"Gliel'ho promesso" si giustifica e se ne va. 
In auto. Sono 20 chilometri, andata e ritorno.

Sulla piazza deserta lei gli fa vedere dove dorme. Alle 2 chiamerà l'ambulanza, non prima, perché di notte c'è l'urgenza e le daranno ascolto, la porteranno in ospedale.

Il sacerdote è un uomo solo, non ha famiglia, non deve rendere conto a nessuno, a una moglie per esempio, a dei figli. 
Ha uno solo cui rendere conto: Gesù. E quando Lui chiama chiama.

Nessuna pizza, nessun medico, nessuno figlio dimentico, niente: la donna voleva solo che qualcuno vedesse dove dormiva, con due coperte per il freddo, sul marciapiede di fianco alla scuola, che qualcuno le fosse accanto nella notte fredda che avanzava, lei con Gesù vicino, perché lei, il suo cuore, le dice che è importante, che c'è anche lei a questo mondo.

Bubi è questo.



sabato 12 marzo 2022

Un cuore grande

Stamattina, dopo le Lodi, mi ha detto: "Oggi stai con me".

Ed ecco come è stato questo "oggi":

A scuola con due classi di prima media ha tenuto una lezione di "Tombola". I ragazzi contentissimi, il ricavato buono, quasi 136 euro a favore dei profughi dell'Ucraina. Un gesto educativo per i ragazzini, chiamati in causa come protagonisti in questa guerra senza senso: un sacrificio mio per i bambini che non hanno più niente.

Si viene a casa, ma non basta. Contatti telefonici, rapporti, preparazione per l'omelia di domani, la Trasfigurazione. Lo sgrido, quasi umiliandolo, perché mi fa preparare un volantino di cui non c'è bisogno (si usa whatsapp...). Occhi bassi, non ribatte, accetta l'ingiusta "cattiveria".

Massimo ci prepara un piatto di tagliatelle al sugo di piselli, opera della Rosina. Non c'è pace: telefonate e scampanellate da poveri che hanno bisogno; non si nega a nessuno.

Arrivano i bambini del catechismo, ma prima alcuni poveretti rumeni lo chiamano al cellulare: la pensione dove dormono a poco prezzo li ha mandati via perché deve accogliere i profughi ucraini, garantiti dalla Prefettura. Si precipita alla fermata dell'autobus dove arriveranno per dar loro un aiuto.

Al catechismo si prega con 10 Ave Maria per i bambini che sono in guerra, in qualsiasi guerra. In chiesa, pendono tutti dalle sue labbra in silenzio, anche i birichini che fanno impazzire le catechiste; li invita semplicemente alla penitenza con qualche sacrificio, le preghiere e l'elemosina, come se lo chiedesse a persone adulte. Escono nel silenzio e sciamano urlanti appena fuori: c'è tanta voglia di vivere!

Un'ora dopo o quasi, carica sul pulmino una "novena" di ragazzini delle Medie per andare al mare e a mangiare il gelato da Marselli, la "sua" gelateria infantile. Lo aiutano due grandi, Nicola e Carolina. Una bella foto e si torna a casa. 

Sono quasi le 18. C'è la Messa a San Martino. Alle 19 meno un po' entra nel confessionale a S. Ermete, intona il canto alla Comunione, mi saluta, quasi chiedendomi il permesso, perché mi lascia solo a cena, e mi dice: "Vado a salutare la famiglia di "Scavcid". Il babbo è morto per una leucemia fulminante in poco tempo. Obietto: "E' tardi. Ce la fai?" E' molto affezionato a quell'uomo e alla sua famiglia. Parte. Sono le 20. Gemmano dista 25 Km, su strade di collina. Non bada alla benzina, che costa ormai come l'oro. Non bada alla stanchezza. Per stare mezz'ora con la vedova. Senza mangiare.

Tutto preso e tutto "speso", per le persone e per Gesù.

Che cuore grande! E' un bel richiamo per me. A volte ho l'impressione che legga nei cuori, con molta discrezione.



venerdì 9 ottobre 2020

Un povero petulante

Telefonate insistenti, richieste continue di ascolto e di denaro.

Chi si trova povero e abbandonato pretende quello che non ha e si rivolge a coloro cui sa di poter chiedere aiuto e i preti sono in prima linea. 
Un prete comunque ti dà ascolto e attenzione.

"Ho fame, Sono 3 giorni che non mangio"
"C'è la Mensa della Caritas" 
"Io alla Caritas non vado"

Lunghe insistenti scampanellate. Non c'è privacy, non c'è orario.
T. aspetta fuori della porta. E' tardi.
L'autobus non c'è più per tornare a Rimini. Come farà?
"Dormo nel campo. Ho fame"
"Bubi adesso scende"

Il campanello suona insistente.
"Mi avevi detto che Bubi veniva giù. L'ho visto, è andato via"
Mi arrabbio, urlo e gli metto là su una sedia un po' di tonno e qualche fetta biscottata"

"Chi è quell'uomo sotto la tettoia?" mi chiede un amico di ritorno a casa.
T. è ancora lì.
"Aspetto Bubi. Mi ha detto che torna alle 10 e mezzo" (le 22.30)
Bubi torna a casa. Sono le 23,30

"Hai visto T.?"
"Si"
"Dove sei stato?"
"A Bellariva, l'ho accompagnato là"

Io avevo visto un povero arrogante e pretenzioso; Bubi ha accompagnato Gesù nella pensioncina dove passerà la notte.




lunedì 31 dicembre 2018

La furbetta e S. Urbano

Ora di pranzo. 
Bubi è a tavola con un amico.
Suona il cellulare: una telefonata in arrivo.
Una voce di donna giovane chiede a Bubi: "Don, sei a casa? Posso venire a trovarti?"
"Sappi che non ho soldi. Se vieni per avere dei soldi, non li ho".
La ragazza arriva dopo un po'...a chiedere i soldi.
Si scusa con l'amico d Bubi per averli disturbati a pranzo (come se non lo sapesse...)
In un modo o nell'altro riesce a ottenere 20 euro da Bubi, la furbetta.
E' l'offerta della Messa celebrata il giorno prima
Sa bene che Bubi non sa dire di no e se ne approfitta.
L'amico chiede spiegazioni: "Ti fai prendere in giro così?"
"Io vorrei essere come S. Urbano" interloquisce per tutta risposta Bubi
"Chi è questo santo?"
"Non lo conosci? E' il patrono dei viticoltori. Si narrra che andasse a chiedere la carità e che fosse molto goloso di uva. I contadini gliene davano qualche grappolo e un giorno gli regalarono una vite.
Contentissimo, Urbano la pianta, col permesso dell'abate e si dedica a curarla. Giunta la vendemmia, la sua vite aveva prodotto un grappolo e Urbano già ne pregustava la bontà. Raccoglie un pezzo di pane e sta per mangiarla, quando un povero arriva nel convento.
"Avete da mangiare? Ho fame"
"Vado a vedere in dispensa" risponde Urbano, ma la trova vuota.
Il povero vede il grappolo d'uva e " Potreste darmi quello?"
Urbano lo guarda, "proprio quello", pensa, poi gliela consegna senza lamentarsi.
Ilpovero se ne va grato
Affamato, Urbano si addormenta sulla panchina. Un po' di vento lo risveglia dopo qualche tempo. Sbadiglia, si alza e guarda...la sua vite è ora interamente coperta di grappoli d'uva!"

"Ecco, io vorrei essere come S. Urbano", ripete Bubi all'amico, che tace, in silenzio...

mercoledì 11 novembre 2015

La podologa

Un amico obeso e trasandato, non si sa come ha rimediato un'infezione fungina alle unghie dei piedi.
L'ha sempre trascurata, un po' anche per vergogna. Tiene le calze per non farla vedere e d'estate spera che il sole gliela guarisca. 
Un altro amico però la nota e ne parla con Bubi, che lo spinge a farsi curare da una podologa.
Arriva il giorno...ma non si può andare dalla podologa con i piedi sporchi. L'amico orgoglioso non ha mai detto a nessuno che non riesce più a chinarsi per lavare i piedi; da mesi essi conoscono solo acqua per rinfrescarsi un po' e finalmente chiede a Bubi se può lavarglieli.
Detto fatto. 
Entrambi in bagno seduti, l'amico su una sedia, Bubi sul coperchio del water chiuso, i piedi inteneriti un po' nell'acqua calda del bidè...si accingono all'impresa. 
Lava e rilava con il sapone, sfrega e gratta, finalmente i piedi profumano e sono asciugati con gentilezza. 
Nessuna lamentela, nessuna recriminazione; solo il ricordo, da parte di Bubi, di quando Don Giancarlo, malato in Ospedale negli ultimi tempi, si lasciò fare da lui la doccia, consegnato, certo che Gesù non solo fosse presente, ma che passasse di lì, dal quel gesto, da quella necessità e disponibilità.

Poco dopo Bubi ha nelle mani il Corpo di Gesù. E' la festa di San Martino di Tours, patrono del Comune, mentre il Vangelo del giorno ripete: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

sabato 8 dicembre 2012

Un prete "ricco"

Don Bubi non è un prete ricco, né di famiglia né per condizione sociale acquisita.
Ha studiato da ragazzo con borse di studio; ha frequentato il Seminario per la carità di Mons. Biancheri, il Vescovo, che poi lo ha ordinato. Vive con lo "stipendio" dell'Istituto Nazionale Sostentamento del Clero e delle offerte delle Messe che celebra, come tutti i preti italiani. Insegna nelle Scuole Medie, Elementari e Asili a titolo gratuito. Per il resto provvede la Provvidenza. "La c'è la Provvidenza" diceva Renzo nei Promessi Sposi, mentre dava in carità gli ultimi soldi che aveva in tasca. E' meglio di qualsiasi banca o di qualsivoglia deposito fruttifero o Buoni Ordinari del Tesoro.
In ogni parrocchia occasionalmente o metodicamente si presentano persone a chiedere aiuto. C'è chi ne approfitta, c'è chi finge e chi ne ha proprio bisogno. Tutti per Bubi sono Cristo. Quando può dà, quando non può, dà la volta successiva. C'è chi ogni domenica sale la strada che porta alla parrocchia e dignitosamente riceve un piccolo obolo, c'è chi si presenta con un figlio piccolo in braccio, forse per commuovere. C'è chi passa a vendere piccoli vasetti di fiori acquistati a poco prezzo e rivenduti con un piccolo interesse. C'è chi pretende comunque un'offerta e maledice; c'è chi si accontenta di una parola buona fino alla prossima volta. Don Bubi non scaccia e non si nasconde. Se può dà, se non può prega. 
Alcuni parrocchiani lo sgridano e non approvano. La parrocchia non naviga nell'oro; ma lui dà del suo personale...
Permette ad un vecchio amico barbiere ora in difficoltà per malattia di fargli i capelli quando vuole; decide il barbiere quando è ora e Bubi paga regolarmente il lavoro.
La Provvidenza provvede. Bubi non avrebbe i soldi per acquistare un'automobile: alla morte di don Giancarlo gli eredi gli lasciano la sua. Un benefattore regala un pulmino alla Parrocchia, per trasportare i bambini e lui ne permette l'uso ad un amico, che in certe condizioni si troverebbe in difficoltà per gli spostamenti.
Questo è ciò che si vede della carità di Bubi; ma è appena la punta di un iceberg sommerso invisibile e reale, di cui tanti potrebbero parlare.
Quanti hanno vissuto di carità nella storia? La Provvidenza è una buona "banca". Chi vive nella sua logica non mai stato privo del necessario.