mercoledì 26 luglio 2017

Quiz - Un rattoppo stradale

Questa mattina Bubi ed un amico sono andati a casa di una loro amica.
Scesi dall'auto l'amico ha fatto notare a Bubi che stavano mettendo l'asfalto nuovo su alcuni rattoppi esistenti, dovuti a lavori di fognature. 
"Mettere asfalto su un rattoppo non serve a nulla invece di asfaltare completamente la strada: è come mettere una pezza su un'altra pezza"
Bubi guarda e si rivolge cordialmente agli operai: "Buon lavoro!"
"Grazie" rispondono all'unisono sorridendo.

Chi ha guardato meglio?

sabato 8 luglio 2017

Un bambino val bene una Messa

Qui non sono raccolte fantasie, ma fatti veri, a mo' di "fioretti", come quelli famosissimi di San Francesco. Premessa necessaria al racconto di un avvenimento degno dell'apertura di una causa di beatificazione, ancorché sia prerogativa del Vescovo riconoscerlo come tale.
La cosa riguarda Bubi "di sbieco", non essendo lui il protagonista, ma essendo stato chiamato a farne parte in un certo modo.

Una ragazza, amica di un prete morto appena un anno fa, diventata grande, si era unita in convivenza con un giovane. I due, per quanto desiderassero ardentemente avere figli, non erano mai riusciti ad averne. Dopo nove anni, consigliati dal prete amico di sposarsi in chiesa, avevano accettato di farlo. Il sacerdote, già malato di tumore, li aveva sposati poco prima di morire. 
La ragazza, per gratitudine e famigliarità, andava ogni domenica al cimitero a pregare sulla tomba di lui e gli chiedeva la grazia di poter finalmente avere un bambino. 

Il bambino è nato. 
Il giorno di San Giuseppe.
Il nome del sacerdote amico? Don Giuseppe Maioli

Bubi lo battezzerà il 3 settembre.

martedì 30 maggio 2017

Pronto?! Ho bisogno di un sacerdote

"Pronto. C'è un sacerdote? Ho bisogno di un sacerdote"
"No, Signora, non c'è. Ha molto impegni, due parrocchie, la scuola, i ragazzi, le famiglie"
"Lei è un sacerdote?"
"No, non sono un sacerdote".
"Quando torna? Quando posso trovarlo?"
"Sinceramente, Signora, non glielo so dire. Magari se lo chiama poco prima della Messa, verso le 19".
"Grazie. Riproverò"

Ore 20,30

"Pronto, E' arrivato il sacerdote?"
"E' andato via pochi minuti fa. Un incontro con altri sacerdoti... Le avevo detto di chiamare prima delle 19."
"Lei è un sacerdote?"
"Non lo sono, Signora"
"Ho bisogno di un sacerdote"
"Appena torna glielo dico. Lei abita qui a S. Ermete?"
"No, sono di Cattolica. Ho bisogno di un sacerdote. Lei non è un sacerdote?"
"Ma a Cattolica ci sono tanti sacerdoti. Questa parrocchia è lontana"
"Uhm. Mi hanno dato questo numero. Provo a richiamarlo ancora"
"Aspetti, Signora, Le do il suo cellulare. Magari può parlare direttamente con il parroco; ma abbia pazienza, ha molto da fare."

Preso nota del cellulare, la signora gentilmente ringrazia, mentre il ragazzo che abita nella casa-famiglia con il parroco comincia a pensare ad una signora con qualche problema psichico o senile.

Ore 11 del giorno successivo.

Il ragazzo riceve una telefonata da Bubi stesso.
"Oggi non possiamo mangiare insieme e non posso venire a casa con te. Finita la scuola mangio qualcosa dalla cuoca e vado a Cattolica. 
Devo confessare una signora".

S. Ermete - Cattolica sono quasi 30 Km; il doppio per andare e tornare.

Non si può proprio dire che Bubi sia un prete a cottimo o un "dipendente pubblico"...



lunedì 15 maggio 2017

Piove o non piove?

La pioggia è bella, la pioggia irriga i campi; ma quando c'è una gita con le famiglie o un ritiro con i bambini?
San Giuseppe, tutti sanno, è patrono della Chiesa intera; ma si presta anche a servizi umili, utili ai cristiani e, quando ci sono di mezzo bambini e giovani, è un padre premurosissimo.
Tutti sanno che i bambini bagnati facilmente si ammalano e le mamme si "disperano" un pochino; così in una scuola che tutti conoscono, prima di una gita o di un'uscita didattica, si recita una preghiera semplice: "San Giuseppe, Sposo di Maria, prendi le nuvole e portale via" e puntualmente accade che non piova.
A memoria d'uomo non si sa se questa preghiera sia stata insegnata loro da Bubi; ma una cosa è certa: Bubi prega sempre San Giuseppe di evitare la pioggia quando si va in gita, con un Gloria detto con fede e semplicità. 
San Giuseppe non si è mai tirato indietro.

Questa volta, però, la richiesta coinvolge l'Africa e una personalità importante in visita ad una Clinica frutto di cooperazione fra amici italiani e nigeriani.
L'On. Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati è in visita all'Associazione Loving Gaze (Sguardo amorevole) di Lagos. Le nostre amiche Alda e barbara sono là da tanti anni per amore di Gesù. 
Il momento è importante. 
La festa è stata preparata di tutto punto e l'accoglienza è stata ben curata.
Il tempo minaccia pioggia ed ecco sta piovendo. 
L'Alda chiama l'amica Cristina. 
"Prega, mi raccomando."
"Per questo, Bubi fa pregare san Giuseppe" si sente rispondere dalla Cristina.
Manca poco all'arrivo dell'illustre ospite.
Una telefonata. E' l'Alda.
"Abbiamo pregato. Ha smesso subito di piovere!".
Non si sa se San Giuseppe abbia voluto onorare Bubi o cedere benignamente alle richieste dei nostri amici africani.
Sta di fatto che qui potete vedere la festa che ne è seguita: 





Un battesimo

La domenica pomeriggio non c'è la Messa; ma spesso capita che ci sia qualche bambino da battezzare e Bubi non si tira mai indietro. Al battesimo unisce quasi sempre la Messa, se i genitori sono d'accordo.
Stupito per la presenza di tanti giovani della parrocchia, amici dei genitori, è contento al punto da accettare l'invito alla festa da parte del nonno del bambino.
"Se rimedio un casco vieni con me in motore?" gli chiede.
E via per i colli fino al ristorante. Bubi è uno sportivo di 68 anni.
"Siamo stati proprio bene"
Sembra proprio come Gesù quando si lasciava "trascinare" a pranzo da qualcuno per il gusto e la gioia di stare fra la gente, di vivere come uomo fra gli uomini.

domenica 19 marzo 2017

I bomboloni

La vicinanza al mare delle scuole dove insegna Bubi lo induce talvolta a portare gli alunni e gli allievi sulla spiaggia per fare lezione. 
Alcune volte cede alla richiesta dei ragazzi, alcune volte prende lui stesso l'iniziativa di condurli in riva al mare per stemperare un po' il loro carico di lavoro giornaliero e per far loro contemplare la bellezza della realtà che li circonda, soprattutto nelle giornate limpide e più calde.
Si tratta di una vera e propria lezione scolastica di Religione e avviene normalmente in questo modo: propone loro un gioco di squadra in varie fasi al termine delle quali, avvicinandosi l'ora del ritorno in classe, li invita a contemplare in silenzio ciò che Dio sta creando per loro in quel momento con brevi semplici parole. 
Una preghiera conclude la lezione e si ritorna amichevolmente verso la prossima lezione.
I ragazzi apprezzano molto e le reazioni a questa proposta sono diverse: chi ne approfitta per non fare niente sfruttando la presunta dabbenaggine di un simile professore e chi accetta di cuore vivendo tutto con impegno, il gioco e il ritorno a scuola con letizia, anche nel ripulirsi scarpe e calze dall'inevitabile presenza della sabbia. 
Tutto diventa motivo di gusto. 
Perfino in chi è occasionale testimone.

Così accade sempre; ma quella volta furono proprio tutti tutti a vivere con distrazione e quasi disgusto la lezione. Non accettarono nemmeno di stare al gioco. Un disinteresse totale, una "sfiga" (mi si passi la parola) aveva preso tutti, nonostante i richiami ripetuti di Bubi a vivere il gioco come tutti i ragazzi del mondo vivono il gioco. Nulla di nulla. Era brutto a vedersi. Sembrava quasi giocassero per dispetto, come a spernacchiare perfino quel momento di svago in una giornata pesante di studio. Dominava l'istinto.

"Ma non vedete? Non vi accorgete? Giocate male! Cosa fate?" li incalzava Bubi. Poi all'improvviso concluse: 
"Basta! Andiamo tutti a mangiare un bombolone!" 
Li portò tutti in pasticceria prima di tornare a scuola e offrì a ciascuno un bombolone alla crema.
Quella fu la punizione per l'insubordinazione della classe.
I ragazzi se lo ricordano ancora.
Bubi stesso fu stupito della sua reazione.
La bellezza e il gusto, misteriosamente, avevano vinto ancora.

mercoledì 15 marzo 2017

I due Carabinieri

E' tarda sera a San Martino dei Molini. 
Nel buio della strada torna alla Parrocchia Bubi, dopo un pomeriggio intero di benedizioni nelle case. Ha passato tutta la mattinata aspettando la fine dell'intervento chirurgico del nipote Francesco a Bologna.
Procede lento e stanco sul marciapiede. 
Passa un auto dei Carabinieri. 
La Gazzella si ferma, fa inversione di marcia e accosta. 
- Buonasera, Reverendo, possiamo farle una domanda?
- Certamente. Prego.
- Dà una benedizione anche a noi? Sa, ci mandano tante maledizioni...ma noi le rimandiamo anche al mittente...
Due giovani militari dell'Arma scendono dall'auto e ricevono la benedizione lì sulla strada, alla luce dei lampeggianti della loro Gazzella.
E' l'occasione di uno scambio di battute e di informazioni, di stima e di affetto.
- Desidera un caffè, un tè, Don? 
Tirano fuori dall'abitacolo il loro thermos e gliene versano fra risate, auguri, complimenti reciproci.
Si salutano promettendosi aiuto e una bella mangiata insieme,
Tutta la fatica della giornata è scomparsa, da una parte e dall'altra, per lasciare il posto ad una semplice cordiale letizia...