martedì 25 settembre 2012

Il collirio che porta l'annuncio a Maria

Negli ultimi tempi della sua vita mortale don Giancarlo era confinato a casa, dove si curava e riceveva gli amici. 
In una di queste occasioni, mostrando la pasticca che gli era stata assegnata si rivolse alla Nadia, che gli faceva compagnia e le disse: "Vedi, Nadia, questa è l'angelo che porta l'annuncio a Maria". Voleva significare che tutto, fino al particolare di una pasticca da assumersi per la sua malattia, era il segno della presenza del Mistero, di Gesù Cristo.
Bubi, sempre indaffaratissimo in tutti i suoi impegni, sta dirigendosi un giorno verso la sua parrocchia, quando all'improvviso gli viene in mente di non avere con sé il collirio per i suoi occhi colpiti da blefarite. 
"Pazienza, lo metterà stasera" decide fra sé.
Un pensiero! Don Giancarlo e la pasticca. Torna subito indietro a recuperare il collirio e una grande gioia lo investe. Ha riconosciuto la presenza di Gesù fino a questo particolare: il collirio che porta l'annuncio a Maria. 
Come don Giancarlo, grazie a don Giancarlo e alla Nadia.

venerdì 24 agosto 2012

Abbiamo visto Gesù!

Un vecchio capanno ristrutturato, il vecchio Circolo parrocchiale con annesso teatro, ora funge da sala per incontri ed è offerto in uso per feste e compleanni privati. Il posto è incantevole, lo spazio grande, il campetto da calcio e le altalene a disposizione dei bambini, che scorrazzano qua e là in tutta sicurezza, essendo il luogo circondato da una rete e da un cancello, che dividono dai campi e dalla strada. Parlo di S. Martino Montelabate. 
Qualche tempo fa, in occasione di una di queste feste, alcuni bambini piccoli, da asilo, sono sbucati in casa da Bubi e volevano acqua. Avevano tutto: aranciata, bibite, ma volevano l'acqua. Era un bel caldo. 
Bubi allora si alzò e diede loro acqua fresca dal rubinetto. "Buona" "Buona" "Grazie" e via di fuori, per ritornare dopo poco. Svuotati i bicchieri ancora una volta, Bubi chiese loro: "Volete vedere Gesù?" "Sìììì, sì, sìì!" Li accompagnò in silenzio in chiesa, aprì il tabernacolo e mostrò loro le particole consacrate. "Ecco Gesù! Date un bacino a Gesù" I bambini sorrisero e mandarono un bacino a Gesù fissando le ostie". Tornati fuori iniziarono a gridare contenti: "Abbiamo visto Gesù! Abbiamo visto Gesù". "Dove, dove?" chiesero tutti. I babbi e le mamme si spaventarono un po', pensando fra sé: "come sarebbe?"  Un babbo, il più coraggioso, andò incontro a don Stefano e gli chiese spiegazioni, da lui prontamente soddisfatte. 
La semplicità e la fede dei bambini danno dei punti ai grandi. 
Per i piccoli  non c'era motivo di dubitare delle parole di Bubi. 
Per i genitori tutto era tornato nella normalità...

domenica 29 luglio 2012

Una lucertola

In questi giorni di caldo soffocante perfino una lucertola è scesa lungo il muro del Circolo Parrocchiale "Il Giardino del Re" per cercare un po' d'acqua dal secchio sotto il rubinetto.
Bubi ha preso un piatto di plastica per aiutarla.
Poco dopo un passerotto si è fermato e vi ha bagnato il becco.

Ogni Domenica

Ogni Domenica due uomini, due amici, salgono la ripida collina per raggiungere, dopo la Messa, San Martino Montelabate, la parrocchia di Bubi. Gentili e sorridenti si fermano fuori dalla porta d'ingresso della canonica e aspettano. Aspettano che Bubi si accorga di loro. Lui, dopo un po' li guarda, accenna un sorriso, apre il portafoglio e ne estrae una banconota da 10 euro. "Metà per uno" dice loro mentre gliela porge. I due ringraziano, sorridono e se ne vanno, senza petulare, con grande dignità. 
Costanti, fedeli, sorridenti, discreti, dignitosi. 
Ogni Domenica. 
Che siano Angeli?

venerdì 27 aprile 2012

Che bella cosa il pallone!

Trarivi è un paesino lungo la strada per Montescudo. 
Appoggiato sulla cresta di un crinale, precipita verso due valli fra Valliano e Vallecchio. Zone antiche, di storia e di cultura.
Qui fu inviato Bubi dal Vescovo di Rimini, Mariano De Nicolò, dopo la sua missione a Gemmano.
Qui fece costruire un campo da calcetto in collaborazione con il Comune.
Un campetto molto frequentato, con tanto di recinzione alta, perché il pallone non fuggisse verso la strada o la valle sottostante.
Bubi era già avanti negli anni, diciamo 50 o giù di lì; ma giocava a calcio ancora con una certa qualità - la passione era ed è immutata - ed era frequente vederlo partecipare a gare o "allenamenti" coi ragazzi.
Mai che venisse meno ai suoi compiti di parroco e di insegnante nelle scuole di Rimini; faceva parte anche il calcio della sua pastorale e i ragazzi lo capivano.
Un bel giorno uscì di casa, c'erano dei ragazzetti che giocavano nel campetto. Bubi aveva fretta, lo aspettavano impegni a Rimini. 
I bambini lo fermarono: "Don, quando vieni a giocare con noi? Con te c'è più gusto".
Amavano tantissimo il pallone, giocavano spesso e appassionatamente fra di loro, sudavano e litigavano; ma con Bubi era un'altra cosa!

martedì 17 aprile 2012

Tutti a Roma!

Oggi, proprio oggi, Bubi è partito con tutte le quinte classi delle elementari divise in tre pullman e le loro maestre verso Roma. Due giorni di visita alla città di convivenza e di incontro con il Papa in occasione dell'Udienza del Mercoledì. Bubi non si tira mai indietro. Salute di ferro e disponibilità totale. I bambini stravedono per lui. Fino alle Medie. Strano davvero! Dall'asilo alla fine delle Elementari i bambini trattano Bubi come se fosse Gesù. A dire il vero, alcuni anni fa lo chiamavano "babbo"; poi per le generazioni successive è stato prima "zio" ed ora è "nonno"...Il tempo è birichino: colora i capelli via via di nero, poi di grigio ed ora di bianco chiazzato. Bubi è sempre lui: mentre invecchia diventa bambino e i bambini lo trattano come uno di loro. Una volta diventati ragazzini e lui professore non lo stanno più ad ascoltare. Da ragazzi ricominciano a guardarlo e da giovani studenti e universitari tornano verso di lui, alcuni in compagnia delle morose. E' proprio bello essere prete! Viene da dirlo guardando e considerando tutto questo. Oddio! I preti sono uomini, si sa e Bubi non fa eccezione in quanto a difetti, impuntate, rigidità, peccati pubblici e privati (ipotetici questi perché sono solo quelli che Dio conosce). Il giorno in cui lo faranno santo, farò la parte dell'avvocato del diavolo, anche se, sembra, non esista più. I preti, però, hanno un quid, nel bene e nel male, un quid che si percepisce a pelle. Ai tempi in cui il Latino era studiato e considerato si parlava di "in persona Christi". Chi incontra un prete in attività è come se incontrasse Gesù stesso. Questo è sempre stato evidente nella confessione: uno psicologo ti può dare dei buoni consigli, uno psichiatra curarti; ma un prete...quando esci dal confessionale sei un altro. Bubi ama confessare. Interrompe qualsiasi attività se qualcuno lo ferma e glielo chiede. Celebra la Messa in modo semplice, senza fronzoli o compiacimenti, forse predica un po' caoticamente, ma si vede proprio che ama Gesù.

sabato 19 novembre 2011

Vox pueri

Un bambino nuovo è arrivato nella scuola elementare, per trasferimento.
Sabato scorso ha conosciuto Bubi. Il lunedì successivo, alzatosi, ha detto alla mamma: "Mamma, io voglio andare sempre a quella scuola, perché c'è Bubi".